giovedì 28 luglio 2011

Ancora poche ore....

....all'inizio del nostro primo give-away!!!


In premio per i nostri lettori  una creazione firmata Elisabetta Saccomani!

Il giveaway non è altro che un concorso a premi con delle semplici regole da rispettare ...

1. diventare follower del nostro blog: http://thetailorsproject.b​logspot.com/

2. diventare fan sulla nostra pagina facebook:
https://www.facebook.com/p​ages/The-tailors-project/2​16891975006960

3. Seguire anche la nostra pagina Twitter : http://twitter.com/#!/Tail​orsProject

4. Mettere "partecipo" all'evento.

5. Condividere l'evento sulla tua bacheca ed invitare i tuoi amici a partecipare (mi raccomando è davvero molto importante)

6. Lasciare un commentino sulla nostra pagina: https://www.facebook.com/p​ages/The-tailors-project/2​16891975006960 ....... dove scriverai qual'è il tuo ricordo piu' emozionante delle estati passate, cosi da far emozionare anche noi!!! 


CONTATTEREMO NOI IL FORTUNATO/A E PROSEGUIREMO CON LA SPEDIZIONE DELLA BORSA!

AVANTI PARTECIPATE E CONDIVIDETEEEEEEEEEEEEE!!!​!!!!!!

martedì 26 luglio 2011

Elisabetta Saccomani: un mondo fatto di borse

Qualche accenno alla storia della designer:

Elisabetta Saccomani, nata e cresciuta a Venezia dimostra fin da giovane una forte attitudine per il Design, che la porta a frequentare il liceo artistico prima, per poi dedicarsi completamente allo studio del Fashion Design presso l'Istituto Europeo di Design di Milano. Conseguito il diploma, si getta ancora ventunenne nel mondo del lavoro, risalendo la gerarchia fino a ricoprire il ruolo di responsabile dell'ufficio stile per aziende

Per Elisabetta Saccomani la borsa deve essere FEMMINILE, MODERNA e PLISSETTATA, fatta di forme originali, materiali innovativi, colori accattivanti in grado di trasmettere grande personalità. Studiare le possibilità in cui una borsa può trasformarsi durante la giornata è il leit motiv del Brand.


Edit-Cool, “tendenza alla mano”. Mai accontentarsi di una Candy bag quando si può averla in una nuvola di pelo morbido e caldo. Visone, Cincillà , Volpe e Mohair. Per le vere fashion victim o semplicemente per chi desidera farsi notare, la piccola caramella da portare al polso con disinvoltura e grazia. Pensata e voluta dalle tante richieste, per la stagione invernale prossima il vestito utilizzato diventa più prezioso e originale. Si arricchisce nei manici, intrecciati in pelle a motivi geometrici, la chiusura a cerniera
in ottone nikel nero conferisce ancora più estrosità e originalità alla piccola clutch.


Edit-Double, “bauletto come tu mi vuoi”. Parte dall’idea di un bauletto, ma viene interpretato e ri-editato con morbidezza, elasticità e glamour. Morbidezza data dalla pelle, lavata e soffice; elastica perchè è stata studiata per avere un gioco di fascia elastica in pelle che racchiude il bauletto conferendo tante pieghe e compattezza; glamour per i diversi modi di portarla.
Da bauletto da portare a mano, si trasforma in sacca a tracolla o lunga sulle spalle, con un semplice e facile gesto di spostamento della fascia elastica... et voilà Edit-Double.


Edit-Funny, “shopper ma molto di più”. Mantenendo la forma stondata del fondo, a questa nuova shopper viene attribuita una funzione interscambiabile. Manici staccabili impunturati a mano, si staccano e si possono unire insieme per portare la borsa a tracolla o a spalla o a mano, e volendo avere una borsetta in più, all’interno la busta ormai sempre presente nei modelli di Elisabetta, diventa facilmente una comoda pochette da portare al polso. Estremamente lucida e morbida, questa nuova shopper vuole farsi notare per la sua paletta colori e per la facilità nel suo utilizzo.





Francis Sac, “sono la nuova media misura. Sono piccola ma ghiotta”. Una sagomatura nel carré riassume lo stile femminile che vuole avere questa piccola media borsa. Pieghe ampie e morbide conferiscono la forma gonfia e soffice dei ricordi francesi. Torchon di manici e una lunga fascia centrale interna apre in due lo scrigno dei desideri.

Giuliette Tripochette “sono 3 in 1. Sono snella ma estendibile”. La sua caratteristica è di essere comoda e utilissima. Pensata per le tante donne ordinate e meticolose, per
quelle che vogliono a portata di mano l’indispensabile, di giorno e di sera e soprattutto nei viaggi. Tre pochette unite insieme da una sapiente tecnica artigianale, racchiuse insieme da una comoda e bella patta esterna. La chiusura metallica in ottone ricorda le vecchie cartelle dei documenti anni ‘50. Al suo interno possiede una tracollina che aggiunta alla principale permette di portare Giuliette sia a tracolla che sotto spalla. Si può realizzare in tanti abbinamenti di colori e materiali, sempre di natura leggermente vintage.





“Francis e Francisca mi ricordano proprio Parigi, le gonne pighettate, e i torchon dei gioielli che vedevo nelle vetrine con mia madre, quelle in carta, mi ricordano la voglia di creare con i fogli, piegare, creare ventagli, ritagli per creare il girotondo di bambini ... pieghe su pieghe.. . L’infanzia è una parte fondamentale nelle mie creazioni, sono i sogni, i giochi di bambina, i ricordi di viaggio, la soffitta con il baule “magico” della nonna. Creare significa lasciarmi condurre dalla mano, lasciarla scivolare.... vuol dire libertà e colore. Quando inizio a disegnare per prima cosa sporco il foglio.... creo confusione per poi ritrovarmi nella linea di ordine che si crea dalla mia borsa... Borse per me sono compagne di viaggio sono scrigni e silenziose amiche.... dalle piccole alle grandi, contengono sempre tutti i miei segreti. Io non amo troppo le borse chiassose, rumorose o pesanti di metallerie ridondanti..
..io amo un'identità precisa di borsa, pulita, attuale, pratica, sfiziosa nei colori o nei materiali"




Elisabetta Saccomani Venezia
mailto: saccomanicollection@gmail.com
mobile: 347-1460112

Elisabetta Saccomani sarà la protagonista del nostro primo giveaway che verrà inaugurato sabato prossimo 30 Luglio; grazie al suo contributo abbiamo la possibilità di premiare voi lettori con una sua creazione. Seguiteci e state pronti!

domenica 24 luglio 2011

Schield collection: talenti brillanti

Il post di oggi è dedicato ad un brand di nuova concezione che produce splendidi gioielli: Schield Collection, nato nel 2009 con la voglia di interpretare i gioielli con una sfumatura più ironica. L'unione tra un gruppo creativo giovane ed una mano con esperienza decennale nel settore gioielli, danno così corpo e vita ad un prodotto finale di alta qualità. La filosofia del marchio si avvale dell'utilizzo di materiali preziosi affiancati da uno stile ricercato, eccentrico e divertente, all'insegna del made in Italy.

Schield Collezione 2011




La collezione Schield 2011 comprende cinque splendide linee: Skull, Bow, Charms, Horse e Schield Classic. Le foto che seguono sono dedicate ad un bellissimo anello Skull con Swarovski di colore giallo, nato dalla collaborazione tra il brand Schield Collection e Swarovski e protagonista dell'evento "Shine your talent - il design del gioiello e la creatività di talenti nascenti, brillano sotto il segno della luce" , tenutosi il giorno martedì 12 Luglio presso la Fondazione Alessandro Durini, via Santa Maria Valle 2, a Milano.


CONCEPT PRODOTTO: Schield Collection presenta per Swarovski Elements tre prodotti con un’unica anima: anello, bracciale e collana animati da un soggetto che stupisce e contraddistingue ancora una volta il brand Made In Italy.






Foto dell'evento milanese "Shine your talent" - Martedì 12.07.2011



Un coniglio ed una carota sono i veri protagonisti della scena e divengono ancora più brillanti grazie all'utilizzo dell'effetto oro dell’ottone spalmato con una pellicola di micron dorata e dagli strass luminescenti per un effetto unico nel suo genere. Schield Collection continua il suo percorso, mettendo in gioco elementi nuovi ma fedeli al dna del marchio.

PRESS CONTACT: MAXIMILIAN LINZ Viale Coni Zugna 27, 20144 Milano T. +39 0289420673  press@maximilianlinz.com
Sito ufficiale Schieldcollection.com

Foto Diego Diaz Marin


venerdì 22 luglio 2011

The tailor's project e la stagione dei giveaway

Cari lettori,
il post di oggi è una piccola soffiata sul progetto che stiamo pensando per voi e che dispiegherà le sue vele solo nel mese di Settembre, in occasione delle presentazioni Autunno-Inverno dei nostri seguitissimi designer.


Stiamo organizzando nuovi giveaway le cui protagoniste saranno le creazioni di due fantastici brand emergenti. Un marchio lo abbiamo conosciuto poco tempo fa ed è stato descritto in tutta la sua genuina bellezza, l'altro invece sarà uno dei prossimi post sul blog.. quindi non perdete i nostri aggiornamenti dove vi indicheremo come partecipare al nostro primo contest!


Stay tuned!


A presto The tailor's project


giovedì 21 luglio 2011

Anticipazioni d'autunno: un pomeriggio Pommes

Era da tempo in cantiere: non potevamo farvi mancare una visita nell'atelier della giovane designer mantovana prima delle presentazioni della collezione autunno inverno 2012. Quindi l'abbiamo raggiunta nel suo laboratorio, dove abbiamo potuto toccare con mano i campionari e i loro splendidi tessuti. Per il momento possiamo pubblicare solo qualche scatto "rubato" e dettagli che il brand Pommes de Claire non lascia mai al caso... per poi aggiornarvi con lo shooting ufficiale solo a tempo debito.

La stanza dei lavori Pommes

Le immancabili fodere gioiello delle giacche Pommes



Dettagli speciali






Uno scatto rubato..



Un abito spettacolare che Chiara ha confezionato per sé.. ebbene si, potremo solo guardare..



Il salotto Pommes

martedì 19 luglio 2011

"Il bello del passato". Atelier di Via Tessore

Il brand nasce dalla ricerca ostinata di un'alternativa al fashion contemporaneo, di una moda in cui la voglia del nuovo passa attraverso il rispetto dei valori passati. Atelier di Via Tessore è in grado di rappresentare davvero chi indossa queste creazioni e chi sa abbinare il piacere di un design pratico e allo stesso tempo ricercato, all’ormai dovuto rispetto nei confronti della Natura.


Una moda pienamente sostenibile a partire dalla creatività, che non segue le rigide gerarchie di una casa di moda tradizionale ma è il frutto della condivisione continua ed equilibrata di pensieri e saperi tra i cinque ideatori del progetto: Lucie Bourlier e Angelo Lapi, i due designer emergenti responsabili della creatività, Giampiero Capitani e Paola Paletto, responsabili della sartoria e della coordinazione del progetto, e Dina Lorenzon, esperta tricoteuse.

I materiali poi sono doppiamente sostenibili: seta, canapa, lino e cotone certificati o tessuti interamente in Italia, ai quali si affiancano inserti, come i bottoni usati nelle creazioni della sfilata inaugurale, provenienti direttamente dagli archivi dell'atelier. Atelier di via Tessore desidera promuovere e sostenere un sistema produttivo autenticamente diverso, persino nella vendita che affianca alla visita in atelier l'apertura periodica di temporary store in occasioni di eventi speciali.


La prima collezione di Atelier di via Tessore è improntata all'eleganza sobria e importante degli anni Quaranta: lo stile ridisegna la figura femminile, che riacquista le sue proporzioni e viene valorizzata dai dettagli. I tagli sono decisi, definiti e sottolineati da profili che ne danno un’immagine pulita, netta, chiara. Le giacche sono costruite, i volumi contenuti, la figura è valorizzata dalle sue stesse linee, impreziosite da ricami e applicazioni che le rendono uniche. La paletta colori gioca sui toni naturali del sabbia, bianco e grigio. Immancabile il nero per gli abiti da cocktail e da sera.


La loro "Dichiarazione di Indipendenza": identikit semiserio di cosa ci piace e cosa no

La moda che ti riconosce. Basta con la moda one-size-fits-all: siamo tutti uguali, non tutti identici! Atelier di via Tessore ti riconosce per quello che sei, ti aiuta a riconoscerti in quello che indossi e ti rende riconoscibile. Brand-addicted e teorici del mimetismo astenersi.

Naturalmente fashion. La natura è bella, perché non dovrebbe esserlo anche la moda naturale?

La moda che usa e non getta. Riutilizziamo, cioè rendiamo di nuovo utili, bottoni, chiusure, elementi decorativi e tessuti di altri abiti e altre epoche. Molti lo chiamerebbero vintage, noi lo chiamiamo il bello del passato.

Ci mettiamo la faccia. I tessuti e i metodi di lavorazione usati dall'Atelier di via Tessore sono sostenibili: se esiste un certificato ve lo mostriamo, se non esiste verifichiamo che rispetti criteri certi di eticità. E ve lo spiegheremo ogni volta che avrete voglia di chiedercelo.

La dimensioni contano. E per fortuna, noi siamo piccoli.

lunedì 18 luglio 2011

Atelier di Via Tessore. Lo staff

Inutile nascondere il nostro amore per il Fashioncamp, non riusciremmo.. continuiamo a parlarvene e lo faremo ancora perché è stato il primo evento a cui abbiamo partecipato personalmente e perché è stato un bellissimo modo per affacciarsi al mondo del design e dell'artigianato con tutta la spontaneità e la purezza di chi ne è profondamente innamorato. Noi desideriamo sostenerli ed oggi lo facciamo dedicando un post alle persone che hanno dato vita ad brand torinese che non passerà inosservato. Quindi vi lasciamo con la loro storia per raggiungervi domani e raccontarvi le loro creazioni.


Atelier di via Tessore nasce dall'esperienza dell'associazione FiloConduttore di Pinerolo (TO) l'associazione culturale che, con ago e filo, si propone di legare libri e storia dell’abito, costume e cinema, per valorizzare la sartoria, la maglieria e il «fatto a mano». Giampiero Capitani, Paola Paletto e Dina Lorenzon, soci fondatori di FiloConduttore, mettono insieme menti creative, artigiani e fashion designer in erba per creare un incubatore di idee realmente concretizzabili.

Nel 2009, anno delle fibre naturali, nasce la collaborazione tra FiloConduttore e Assocanapa, per fare cultura sull’impiego sostenibile delle risorse naturali nell’abbigliamento e sulla personalizzazione del vestire in una sorta di slow dress. Il primo risultato di questa collaborazione è stata la presentazione in occasione dell'evento “Collezione Unica - la sfilata che diventa performance” di una linea di abiti da sposa in canapa. Nel 2010 un abito in canapa realizzato nell'atelier viene selezionato all'Expo 2010 di Shanghai come abito d'eccellenza. Tra le ultime iniziative, la cura della mostra “Natura Materia Forma – tradizione e innovazione nell'utilizzo della fibra di canapa”.


Le teste e le mani: Angelo, Dina, Giampiero, Lucie e Paola

Angelo Lapi
Angelo Lapi si diploma all'Istituto Europeo di Design e dopo uno stage da Valentino, collabora con Lancetti agli accessori e con Loro Piana agli accessori in tessuto. Un breve soggiorno a Parigi, immancabile tappa per ogni stilista degno di questo nome, per approdare a Milano come assistente di Francesco Scognamiglio, collaborazione che ha permesso a una sua creazione  di salire agli onori delle cronache sulle pagine di Paris Vogue.

Dina Lorenzon
Nata a Venaria Reale, vive e lavora ad Usseaux, in provincia di Torino. Da sempre appassionata di filati, decide di percorrere un percorso formativo alla ricerca dei punti, delle rifiniture, della modellistica e del ricamo della tradizione. La riscoperta di queste tecniche, fino ad allora per lo più tramandate oralmente, si concretizza nel 1988 nel laboratorio Il Lino delle Fate, caratterizzato dalla lavorazione rigorosamente a mano di filati pregiati e della massima qualità. Lavorare lento per andare oltre.

Giampiero Capitani
Struttura ed eleganza sono i sostantivi su cui si basa il lavoro di Gianpiero Capitani. Un’analisi attenta dell’architettura dell’abito, la scelta di un colore o di un tessuto creano eleganza che non esita. Classe che non si vede ma si distingue. Il percorso creativo non si conclude con la confezione finale del capo, ma con il coinvolgimento diretto del cliente che si trova all’interno del laboratorio.  Coglie e traccia il senso e lo spirito dell’uomo contemporaneo.

Lucie Bourlier
Nasce a Parigi nel 1985. Dopo aver conseguito il diploma in fotografia in Francia si trasferisce a Torino, dove lavora come assistente fotografa, prima di iscriversi al corso di Fashion and Textile Design dello IED di Torino. Si diploma in nel 2010 e quasi subito dopo entra a far parte dell'associazione FiloConduttore e del progetto di AdvT. Al momento sta lavorando alla prima linea del suo marchio T.R.E.

Paola Paletto
Nel suo lavoro mescola tutto quanto ha imparato nella vita, divisa tra studi artistici, lavoro manuale e contatto con la natura. È nello stesso tempo designer, modellista e première degli abiti che crea,  su misura per le clienti ma anche per le minicollezioni che portano il suo nome. Dal 2007, grazie alla collaborazione con l'Associazione FiloConduttore di Pinerolo, prende parte ad importanti progetti che vanno dalla creazione di abiti da sposa esclusivamente in canapa, alla nascita di Atelier di via Tessore.


Arrivederci a domani con lo speciale Atelier di Via Tessore

mercoledì 13 luglio 2011

Ha inizio lo spettacolo: Benedetta Bruzziches

Lei è spettacolare: una sferzata di allegria, ottimismo e genio creativo. Le sue creazioni non hanno bisogno di essere spiegate né raccontate: i premi che continuano ad accumulare parlano per loro e noi di The tailor's project non possiamo che farvele scoprire con l'invito a toccarle con mano.. perché sono talmente belle da sembrar quasi finte.


Conosciamo meglio Benedetta:

Qual è stato il tuo percorso?
Il mio percorso inizia come una fiaba… “C’era una volta…”  e continua come una romanzo di avventura. Siamo appena agli inizi della storia.  

Com'é nato il progetto ?
Un po’ per gioco. Il gioco più serio che mi sia mai divertita a fare!

Cosa ti regala maggiore ispirazione?
Le mie collezioni si costruiscono su due trame che si mescolano e intersecano continuamente, ciò che vedo e mi emoziona e i miei ricordi. In ogni borsa convivono queste due anime: io sono, io ero.  

Che progetti hai a breve termine?
Stiamo lavorando alla realizzazione del laboratorio, in cui sperimentare e produrre.

E a lungo termine?
Preferisco concentrarmi sul presente,la mia vita è tutta una sorpresa e il futuro me lo        immagino come un sogno!

Benedetta Bruzziches nasce a Caprarola, un piccolo paesino in provincia di Viterbo, nel 1985. Fin da piccola manifesta una spiccata propensione nel trasformare oggetti di uso quotidiano in borse e accessori creativi. La madre per salvaguardare l’oggettistica di casa è così costretta a insegnarle a cucire e Benedetta svuota nel giro di pochi mesi i bauli della nonna. Cuce, assembla, ricama e intarsia. 
 
Crescendo, si aggira per mercatini e botteghe vintage, mostrando una predilezione per l’eleganza degli anni ’40 e ’50. Quando dalla provincia si trasferisce nella capitale, si specializza in design e incontra alcuni giovani creativi con in quali intesse un rapporto di confronto e condivisione che dura tuttora. Stimolata anche dalla loro fiducia partecipa a numerosi concorsi e spesso, con suo grande stupore, ne esce vincitrice.


Per imparare bene il mestiere si impone allora qualche stage e, a 22 anni, le si offre la possibilità di vedere il genio di Romeo Gigli all’opera. Milano però è troppo plumbea per lei, così decide di lasciare la metropoli e partire alla scoperta di affascinanti luoghi esotici. Si ritrova in India e si immerge con curiosità ed entusiasmo nella nuova cultura che la ospita. Poi va in Cina, Giappone, Usa, Brasile e Africa. In poco meno di due anni tocca quattro dei cinque continenti. Quando rientra in Italia, i tempi sono ormai maturi: la ragazza è pronta a lanciare il suo marchio.

L’intera famiglia si lascia coinvolgere nell’avventura ma sarà Agostino, il secondogenito di casa Bruzziches, ad accompagnare Benedetta fianco a fianco con affetto ed entusiasmo.
Quando poi nel 2009 i due fratelli Bruzziches si affacciano al TRANOI di Parigi riescono, con la loro energia schietta e travolgente, a trascinare tutti nel loro favoloso mondo, un mondo fatto di bianchi armadi in miniatura accatastati l’uno sull’altro.
Oggi l’avventura continua e se per caso vi trovate a Viterbo, sappiate che c’è un giardino, “Il giardino dell’Erbavoglio”, in cui i sogni diventano realtà.


Benedetta Bruzziches

"THANKS FOR HELPING YOUNG DESIGNER TO GET OLDER!!!"

Via dell'Orologio Vecchio 26,Viterbo 01100

tel.   0761/1701768
fax.  0761/1701760

martedì 12 luglio 2011

Les Envers ed una designer tuttofare

Lei chi è:
"Les Envers è un brand di nuovissima concezione costituito solo da una persona: "IO". Ho studiato come Fashion Designer presso la Marangoni di Milano e successivamente ho lavorato per diverse aziende, ma la voglia di mettermi in proprio e diventare libera professionista ha trionfato: io la chiamo “ambizione”. Mi occupo di tutto: della creazione alla produzione, dalla vendita alla grafica, dalla comunicazione al web, dall'interpretare il ruolo della modella fino a quello della fotografa. Tutto ciò che è Les Envers lo sorveglio io. Vendo principalmente online poiché credo molto in questo tipo di vendita e sono certa sia il futuro; per questo motivo qualche mese fa ho creato il mio sito e-commerce www.lesenvers.it"




"Ho deciso di sviluppare il monoprodotto proponendolo in vari colori e poche varianti modello. La borsa grande 'La Poppins-Non c'è niente che una Poppins non possa contener..' è cio che rappresenta Les Envers e mi fa riconoscere subito giustificando la vasta concorrenza nel campo degli accessori. Nel corso dei mesi ho creato coordinati (Minipoppins, portafofogli, orecchini, collane sempre in pelle) ed ora sto preparando un campionario PE 2012 da poter presentare anche ai negozi".



"Les Envers è indirizzato ad un target abbastanza ampio: ho potuto constatare che il prodotto viene apprezzato da una vasta gamma di clientela, senza limite d'età. Le borse sono lavorate con una pelle leggerissima e molto morbida quindi nonostante la grandezza non ci sono problemi di peso. Sono edizioni limitate per colore, quindi chi acquista sa che sono poche le persone che hanno quel prodotto e questo dettaglio è molto amato dalle mie clienti!"






La bottega Les Envers Via Vizzani 49/c a Bologna



Il futuro:
"Sogno di espandermi ancora e mi piacerebbe molto far conoscere il mio brand all'estero. Vorrei aumentare i modelli della mia collezione e renderli  ancora più riconoscibili e sono stanca di vedere in giro solo ragazze che apprezzano solo le borse logate: all'inizio le mie borse uscivano senza logo e venivano ugualmente molto apprezzate, mentre ora alcune le marchio a fuoco e altre ancora no, guidata dal mio estro.. ma non è forse anche questa la libertà e la forza di un creativo?"